Il mistero di Ortega
FILE I-RTG1921
cod 17991
Secondo una ricostruzione, José García Ortega sarebbe stato coinvolto in una rete di informazioni riservate diversi anni prima del suo trasferimento a Bosco. Tra i materiali più antichi compare il riferimento a una donna di Torraca che portava al collo un gioiello d’oro inciso con simboli arcaici. Non è stato possibile stabilire che cosa Ortega avesse realmente ricevuto in quella circostanza, ma le tracce successive indicano che continuò a occuparsene per anni.
Nel 1980, durante la delicata fase della Transizione democratica spagnola, Ortega sarebbe entrato in possesso del riferimento a un fondo d’emergenza costituito negli anni della clandestinità antifranchista e depositato su un conto numerato a Zurigo.
Pochi mesi dopo, il tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981 confermò la concretezza del rischio di una svolta autoritaria in Spagna. Tuttavia, non si rese necessario l’utilizzo delle risorse finanziarie d’emergenza; le verifiche successive non hanno permesso di stabilire la destinazione finale del fondo, il cui codice identificativo rimane ad oggi sconosciuto.
Negli ultimi anni della sua vita, Ortega tornò invece sulla pista più antica, quella che aveva avuto origine dal misterioso gioiello e che nei suoi appunti compare ormai sotto una sola denominazione: Protocollo M.
Le ultime tracce disponibili documentano un passaggio della ricerca. Parte del materiale venne affidata a un soggetto non identificato, probabilmente un religioso, incontrato nel Golfo di Policastro mentre conduceva ricerche a Sapri.
Da quel momento, il nome di Ortega scompare dalla documentazione.
INDAGINE CONCLUSA
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FILE I-CCR1964
COD 54012
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